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sabato 3 novembre 2007

Zingari = Romeni? Dalla Romania confermano: no








Pubblicato in Fatti d'Europa il 3/11/2007

Pubblichiamo un'interessante lettera inviata da un lettore rumeno al giornale on-line di Maurizio Blondet, Effedieffe. Essa conferma quanto dicevamo nel precedente intervento: "bisogna distinguere tra gli zingari e i veri romeni" (cit. dal testo).
Inoltre, si faccia attenzione al riferimento a Frattini, all'UE, alla "democrazia" (sì, quella delle censure e degli ostracismi!), al razzismo e alla xenofobia (presunti)...

Un lettore rumeno
03/11/2007

Un lettore dalla Romania ci ha inviato la presente mail - significativa soprattutto per il contenuto - che pubblichiamo come articolo.
«Caro Signore Blondet,

sono un Suo lettore dalla Romania e mi fa piacere leggere i suoi articoli ogni giorno.
Prima di cominciare vorrei farmi perdonare il mio italiano forse non sempre esatto (è stato corretto, ma non era poi male; ndr).
Ho appena letto 'La Casta ci fa ammazzare' ed essendo anche attento lettore della stampa romena, dopo quello che e successo a Roma vorrei sottolineare qualche concetto che secondo me dovrebbe essere conosciuto dagli italiani.
a) Bisogna distinguere tra gli zingari e i veri romeni.
b) La gente normale della Romania ha gli stessi sentimenti degli italiani verso gli zingari (non bisogna credere alla maggioranza della stampa romena che non vuole fare differenza tra zingari e romeni perchè altrimenti perderebbe i finanziamenti.
c) Dopo 1989 in Romania sono venute moltissime persone che hanno cominciato ad insegnarci la democrazia (italiani compresi).
Che cosa ci hanno insegnato?

Qualche esempio:
- 'dovete' rispettare i diritti delle minoranze, proprio di quelli che fanno solo follie o azioni che la nostra tradizione cristiana non ha mai accettato (gli zingari, gli omossesuali, i delinquenti, etc);
- la polizia non deve mai usare la forza contro i delinquenti, perchè si è in democrazia - cosi hanno indebolito la polizia e adesso ogni poliziotto che arresta uno zingaro o un altro delinquente teme per la sua carriera (potrebbe essere un razzista, uno xenofobo, etc);
- per qualche anno e anche prima dell'89 ci hanno sempre parlato della libera circolazione delle persone, hanno condannato il comunismo per non lasciar andar via la gente all' estero;
- ci hanno messo delle condizioni per entrare nella UE proprio stupide (come mai ci sono tanti zingari in galera? Questa e la discriminazione! Come mai le galere non hanno la TV?, Etc).
Ma, se si trova qualche politico e qualche giornalista che è contrario a queste idee è immediatamente ostracizzato e non lo si vedrà mai nelle TV importanti.

Comunque, nonostante tutti questi freni, la situazione non è ancora come a Milano e a Roma.
Voglio dire che se la polizia romena vede qualche tizio sospetto per strada oppure nella metropolitana di Bucarest lo ferma e lo controlla.
Queste cose non l'ho viste mai nella metropolitana o nelle strade di Milano (dove ho lavorato per un paio di anni).
Adesso, se uno zingaro o un delinquente sente in giro che l'Italia è il paradiso per loro, è ovvio che tutti aspirino ad andare là.
Come mai non vanno in Austria o in Germania, dove hanno cercato per un paio di anni, dopo '89, di immigrare fino quando i tedeschi si sono accorti come stavano le cose e hanno smesso di criticare la Romania per la cosiddetta discriminazione degli zingari?
Ma Voi avete Frattini che ogni mese visita la Romania e ci insegna come dobbiamo trattare le minoranze etniche e sessuali.
L'ultima sua idea era di lasciare entrare 3 milione e mezzo di immigranti in Europa perchè non c'e forza lavoro.
Puoi dire questo in un Paese dove c'e tanta gente che non ha lavoro?

La prego di paragonare il film 'Bowling for Colombine' con questa situazione: gli americani stavano bombardando la Serbia e nella città dove si preparavano le bombe due ragazzi uccidono degli innocenti in un college; nel nostro caso l'Europa ci sta 'bombardando' con le stupidaggini riguardanti i zingari 'innocenti' e questi zingari tornano verso l'Europa.
Purtroppo pagano sempre gli innocenti.
Almeno in questo mondo...

Grazie a Lei,

Lettera firmata

Post Scriptum: bisogna anche sapere che nel 1859 le grandi potenze d'Europa avevano accettato la prima unificazione (tra la Muntenia e la Moldavia) ad una condizione: di liberare gli zingari.
Cosi siamo diventati il primo Paese dove gli zingari sono stati liberati e ci hanno inondato da tutti i Paesi vicini e non solo».


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domenica 1 luglio 2007

L'infame linciaggio di Guy Lefèvre



Pubblicato in Fatti d'Europa il 02/03/2007

La vicenda


Guy Lefèvre (nella foto) è uno stimato salumiere che vive con la famiglia a Margny Lès Compiègne (Oise, Francia). Nel gennaio del 2005 pubblica un'inserzione presso l'ANPE (Agenzia Nazionale Per l'Impiego) per trovare un commesso da impiegare nella sua attività. Verso la metà del mese Lefèvre trova da solo, attraverso conoscenze personali, una ragazza che avrebbe poi assunto per un periodo di prova a partire dalle h. 9,30 del 18 gennaio.

Alle h. 7,30 circa del 18 gennaio un ragazzo di origine africana, Gadio Ibrahima, si presenta alla salumeria per chiedere il lavoro, ma Lefèvre lo informa che il posto è già stato assegnato, senza aggiungere altro.

In quella stessa mattinata un operatore dell'ANPE telefona alla moglie del signor Lefèvre parlando di una presunta discriminazione nell'assunzione e del conseguente rischio di un'azione giudiziaria nei confronti del marito.

A maggio (quindi ben 5 mesi più tardi) Gadio Ibrahima denuncia Guy Lefèvre e l'associazione antirazzista SOS Racisme non perde l'occasione per dichiararsi parte civile. Il processo inizia il 6 dicembre 2005 (poco dopo le note rivolte urbane di novembre, particolare da non trascurare).


Intanto il "politicamente corretto" compie una campagna denigratoria che è abituale in casi del genere, dipingendo Lefèvre come l'archetipo del bianco medio-borghese razzista e xenofobo.


Il 17 gennaio 2006 viene pronunciata una pesante sentenza di condanna: il salumiere deve pagare 4.000 € di danni e interessi al ragazzo africano, 500 € di ammenda, 1 € simbolico per SOS Racisme e scontare 2 mesi di prigione col beneficio della condizionale.


Il 25 gennaio Lefèvre ricorre in appello e così l'affare viene sottoposto al giudizio della Corte d'Appello di Amiens.


L'aggressione


Nella notte tra il 22 e il 23 febbraio 2006 Guy Lefèvre uscendo di casa viene brutalmente aggredito da 5 individui (tre maggiorenni e due minorenni), che lo picchiano fino a fargli perdere conoscenza. L'uomo deve essere trasportato d'urgenza al pronto soccorso di Compiègne.


L'inchiesta aperta a seguito di questo pestaggio, oltre ad aver portato a delle pene irrisorie per i tre maggiorenni (soltanto 5 e 10 mesi di prigione), non ha messo in evidenza alcun legame tra la condanna per discriminazione di Lefèvre e l'aggressione da lui subita. Eppure, come ha indicato l'avvocato del commerciante, il dubbio sussiste. Gli aggressori appartengono alla comunità della "gente del viaggio", la quale frequentemente si presenta come vittima di discriminazioni.
Vivevano in una roulotte situata in prossimità di casa Lefèvre e non potevano certo ignorare la vicenda giudiziaria che aveva visto coinvolto il loro vicino, la cui immagine era stata "diligentemente" infangata dai giornali locali.


Un altro segno di ostilità


Nella giornata del 29 aprile 2006 Guy Lefèvre si accorge che sul cofano della sua autovettura, parcheggiata di fronte al suo negozio, era stata incisa con un profondo graffio una croce uncinata, una svastica, il cui significato è di facile interpretazione considerando il clima di caccia alle streghe creato dalla falsa informazione.


La rivoltante decisione in appello


Il 17 gennaio 2007 la Corte d'Appello ha invalidato la precedente condanna ma ha confermato la colpevolezza di "rifiuto di assunzione in ragione dell'origine vera o supposta del postulante". Pertanto il "salumiere di Margny Lès Compiègne" è stato condannato a 2.000 € di ammenda, 2.000 € di danni e interessi da versare al senegalese maomettano Gadio Ibrahima (che dopo due anni ancora cerca lavoro) e 500 € per le spese processuali sostenute dalla "magnifica" accoppiata Ibrahima-SOS Racisme.


Una triste storia piuttosto esemplificativa della corruzione di certa magistratura europea, sempre pronta ad eseguire le direttive del Sistema-Regime.


Fonte:
justicepourguylefevre.hautetfort.com