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domenica 28 ottobre 2007

DdL Levi-Prodi: facciamo qualche passo indietro fra Italia, Europa e Stati Uniti

Pubblicato in Fatti d'Europa il 22/10/2007




Dopo l'intervento di Beppe Grillo sul disegno di legge Levi-Prodi, chiamato a "ordinare" la normativa in materia editoriale, proponiamo la visione del filmato (in basso) realizzato dal Dott. Valentino Spataro, direttore del sito Civile.it. Si presti attenzione soprattutto a certi antecedenti, o, per dirla alla Spataro, campanelli di allarme squillati negli anni e mesi precedenti alla formulazione del Ddl in causa. Il video, della durata di min. 26:18, è ricco di riferimenti a commenti ed opinioni espressi in siti esterni.

In aggiunta segnaliamo un recente intervento in Euro-Holocaust a proposito di alcune manovre tese a limitare la libertà di espressione in Rete nei paesi dell'Unione Europea e negli Stati Uniti.

E' dello scorso settembre la folle proposta del "nostro" Franco Frattini, vicepresidente della Commissione europea, di applicare dei "filtri" ad Internet per bloccare la diffusione di informazioni "pericolose" impedendo alla gente di cercare parole come (udite udite!) "bomba", "genocidio" o "uccidere" (!!!). L'intento dichiarato sarebbe quello di contrastare i collegamenti informatici fra terroristi (par di capire soprattutto radicalisti islamici), i quali terroristi immaginiamo si metterebbero a ridere se leggessero un'idiozia di questo calibro. E ridiamo anche noi (spiegare il perché sarebbe superfluo), ma non più di tanto essendo ben consapevoli che "bislaccherìe" come quella di Frattini facilmente si prestano ad interpretazioni più che opinabili col risultato di imbavagliare nei fatti l'informazione circolante in quello che è forse l'ultimo baluardo rimasto di libera espressione (ultimo almeno come mezzo potenzialmente alla portata di tutti o quasi). Ulteriori particolari in un articolo di Maurizio Blondet datato al 12 settembre 2007.


E Maurizio Blondet è l'autore di un altro articolo, risalente allo scorso 18 ottobre, circa la volontà di potenti e note lobbies statunitensi di tassare importanti servizi quali l'accesso ad Internet, la creazione di un blog e l'utilizzo della posta elettronica.


Ma in fondo non siamo mica in Iran o in Cina! Questo è il "libero Occidente"... o almeno è così che a qualcuno piace pensare (e far credere).




giovedì 9 agosto 2007

Il Tesoro di Bankitalia ed i piani dei Professori

Siamo arrivati alle tragicomiche. Non bastava il tesoretto adesso si vogliono pappare anche il "Tesorone".Quante clientele si possono blandire con circa 80.000 miliardi di vecchie Lire ?L'alibi del risamamento del debito pubblico è semplicemente risibile.Con la scusa di pagare una quota d'interessi (piccola) del famoso debitone si andrebbero,invece a colmare,e solo in parte, le voragini prodotte con le sottoriforme che questo governo formato da incompetenti ha introdotto.

Tommaso Padoa Schioppa lo sa bene: l'economia è regolata da flussi finanziari positivi e negativi.Tommaso Padoa Schioppa sa benissimo che la vendita dell'oro della Banca d'Italia rappresenterebbe una forte turbativa nei rapporti con la Banca Centrale Europea e con la stessa Unità .Perché ,nonostante il tasso di conversione ,stabilito dal Signor Romano Prodi in un eccesso di servilismo verso i poteri franco-tedeschi ,fu portato a L1936,27 ( invece poteva rimanere fissato a L 1650) fu pattuito con l'esistenza di una riserva aurea che garantiva la circolazione delle Lire in cartamoneta.Quindi l'alienazione della riserva aurea ,per così dire già impegnata per consentire all'Italia l'ingresso nell'area dell'Euro,rappresenterebbe un colpo mortale alla nostra credibilità finanziaria .Questo sotterraneo abbassamento del rating farebbe accanire la speculazione finanziaria internazionale contro i nostri titoli del debito.Infatti quando uno Stato svende la propria riserva aurea dichiara ,generalmente,una situazione di default e di spesa impazzita.

Un'altra considerazione dipinge questa scelta come una assurda follia :il ciclo economico potrebbe cambiare e andare in territorio negativo ,i segnali sono forti ( Sofferenze banche americane,sofferenze par l'export cinese e sovraproduzione ,bassi consumi giapponesi ,ecc.).Privarsi dell'unica riserva spendibile perché certa ( l'oro) rappresenterebbe una totale impossibilità da parte dei governi italiani ( di qualunque coalizione) di dare alcun tipo di garanzia per accordi commerciali,finanziari o prestiti speciali nell'ambito della comunità internazionale.

In questa follia ( giustificata da un imperdonabile sentimento demagogico-ricattatorio nei confronti della stessa coalizione e del Partito Democratico ) tutti perderanno .

Se proprio si deve vendere la riserva aurea io suggerirei al Tesoro di bandire una lotteria con biglietto di 1 Euro,dove i potenziali vincitori sono solo pensionati ,disoccupati e giovani precari.Con un premio fissato dall'esame ,tramite ispezione di guardie comunali,effettivo dello stato di difficolta dei potenziali vincitori.Ci sarebbe così più giustizia sociale e i consumi interni aumenterebbero ,facendo così migliorare l'economia interna.

L'unica ,logica conclusione è sempre la stessa ,il solito grido :-Andate a casa.Portate il Paese nel baratro !Mi piacerebbe che a questa preghiera ,perché di questo si tratta,si unissero anche coloro che ideologicamente hanno eletto e sostenuto questo governo.Questi "nani al potere" stanno rovinando anche coloro che con dignità si dicono comunisti e forse li rovinano più degli altri .Saranno i più deboli a pagare le scellerate scelte di questi incapaci Professori Universitari che non sono buoni neanche alla didattica.Cacciamoli,questi difensori di banche,di grandi industriali,di grandi privilegi.Cacciamoli,miei cari compagni.

Prat

lunedì 6 agosto 2007

Solo l'armatore della nave si salverà

Dal quaderno n° 2 di Polaris L'immigrazione, a cura di Francesco Amato, Pietro Battistella, Francesco Boco, Paolo Caioli, Maria Teresa Ferazzoli, Andrea Forti, Vincenzo Pino, Augusto Ricci, Adriano Scianca - coordinatore: Gabriele Adinolfi (pp. 9-11).

Le cause dell'immigrazione


In che misura è corretto il concetto ricorrente dell'immigrato vittima della nostra opulenza e della nostra cultura che viene da noi per ottenere una compensazione, un po' come una Nemesi che ci presenta il conto?

A spingere gli immigrati verso nord (o verso ovest) sono almeno tre cause.

La fame e la devastazione in casa loro; il mito dell'Eldorado; gli interessi delle organizzazioni di sistema a far prosperare il traffico di uomini.

Questo significa che noi siamo sì responsabili, ma come sistema, come grado evolutivo di sistema, non come civiltà e neppure per nostre particolari colpe storiche.

Un dato per tutti: a metà degli anni Sessanta, ovvero agli albori della cosiddetta "decolonizzazione" l'Africa sopperiva al suo fabbisogno alimentare per il 98%, ora è alla fame. Non è stato il colonialismo ad affamarla, bensì la decolonizzazione. Il che, a scanso di equivoci e prevenendo battute grossolane, non dipende dal fatto che le dirigenze africane sono inette (ché non si sa quante dirigenze europee siano meno corrotte e indolenti di quelle) bensì che la "decolonizzazione" altro non è stata se non una nuova e incontrastata colonizzazione da parte delle Multinazionali che, trasformando radicalmente le colture secondo la loro impietosa logica di produttivismo specialistico e standardizzato, hanno condannato l'Africa alla fame.

Più blanda ma non di certo sostanzialmente diversa è stata la politica applicata ad est, nel blocco post/comunista.

In Africa le Multinazionali hanno potuto imporre la loro svolta di sfruttamento intensivo facendosi forti delle milizie tribali, all'est della mafia e dei neocapitalisti provenienti dalla nomenklatura di partito.
Una ragione per sfuggire all'inferno e giungere in questo Eldorado le masse di nuovi schiavi l'hanno; lì, fino a tanto che non si modificherà il quadro, sono condannati. Qui però l'Eldorado è dopato e non sembra assolutamente in grado di perdurare.

E' evidente che il problema morale che si pone è delicato: chiudere le porte a chi sfugge la desolazione è drammatico; ma è drammatica anche la politica d'accoglienza così come viene concepita ed eseguita; lo è sia in sé, come vedremo, sia perché a furia di appesantire il carico la nave inizia ad affondare, e annegare tutti non è mai stata una buona soluzione.

In particolare quando si sa che l'unico a salvarsi, contrariamente a ogni codice, sarà il comandante della nave, anzi il suo armatore...


L'immigrazione
(Polaris), pp. 9-11

lunedì 30 luglio 2007

Il buco nero causato da immigrazione e associazioni assistenziali

Dal quaderno n° 2 di Polaris L'immigrazione, a cura di Francesco Amato, Pietro Battistella, Francesco Boco, Paolo Caioli, Maria Teresa Ferazzoli, Andrea Forti, Vincenzo Pino, Augusto Ricci, Adriano Scianca - coordinatore: Gabriele Adinolfi (pp. 6-8).

Buco nero e banda del buco


L’immigrazione è un paradiso o un inferno?

A questa domanda, certuni, fermi sulle loro convinzioni ideologiche, rispondono che si tratta di un paradiso, o perlomeno di un paradiso possibile. Altri la considerano un inferno. Di certo, benché non sia assolutamente coretto impostare così la questione, un paradiso non è.

Non è un paradiso in Italia, come vedremo; e non lo è di sicuro all’estero.

In Francia trent’anni e più di legislazione pro-immigratoria forse hanno inizialmente aiutato le imprese ma poi hanno finito col costare, non solo socialmente (il vulcano delle banlieues è oramai sempre acceso con quel che ne consegue in brutalità criminose) e culturalmente (la regressione culturale e linguistica da massificazione si è rivelata sorprendente) ma anche economicamente.

Il debito pubblico transalpino al 2006 conta ben 80 miliardi di euro di passivo per il sostentamento degli organismi sociali. Si pensi a questo proposito che subito
dopo la rivolta delle banlieues del novembre 2005 i fondi per le associazioni assistenziali ai banlieusards che dovevano inizialmente essere ridotti sono stati immediatamente raddoppiati!
Ben più rivelatorie le cifre della Germania.

Gli immigrati disoccupati, solo in termini di sussidio pubblico, sono costati 45 miliardi nel quinquennio 2000-2005 e questo in misura progressiva, visto che nel solo 2005 il costo ha superato i 10 miliardi e mezzo di euro. L’assistenza familiare pesa per 18,5 miliardi all’anno. L’assistenza sociale in Germania è per oltre i due terzi appannaggio degli immigrati, l’ottanta per cento dei quali beneficia dell’assistenza senza versare alcun contributo ed ha diritto a cure mediche, ricoveri in ospedale e in case di riabilitazione a titolo gratuito. 16 miliardi di euro all’anno sono investiti per cercare di approntare sistemi scolastici che permettano in qualche modo la riduzione del gap culturale. I detentori del titolo di “diritto d’asilo” comportano altri 50 miliardi di euro annui sulle casse tedesche.

Queste cifre inducono a riflettere.

Esse fanno giustizia di un luogo comune del tutto campato in aria: quello secondo il quale
l’immigrato, in quanto forza-lavoro, rappresenterebbe una risorsa che consentirebbe di rifondere, con i suoi contributi, i capitali dell’assistenza sociale in nazioni come la nostra in tendenza alla denatalità: per il momento invece, e significativamente in paesi dall’immigrazione lungamente radicata, avviene l’esatto contrario.
Le cifre ci attestano ancora un altro dato: e cioè che l’immigrazione costa molto alla collettività in termini economici.

C’è però un terzo dato sul quale non si è soliti soffermarsi ma che è capitale, strategico.
Del buco nero causato alle casse del paese esistono numerosi beneficiari; associazioni di aiuti all’emigrato, assistenti sociali, funzionari vari i quali, uniti tra loro a rete e organizzati in stile lobbistico, impongono ai politici il perseverare una politica di sprechi di cui i loro organismi, la cui struttura parassitaria è inequivocabile, beneficiano economicamente. E, visto il perpetrarsi di un insuperabile disagio, i loro esponenti di spicco ne beneficiano anche politicamente o personalmente in quanto sono considerati “esperti” e, agendo come indiscussi mediatori, acquisiscono un’influenza sempre maggiore che si rivela monetizzabile.

L'immigrazione
(Polaris), pp. 6-8

Fatti d'Europa

sabato 28 luglio 2007

Bananas,analfabeti,quaquaraquà,soldi e sogni

bananaQuaquaraquà ritrattano


Francesco Paolo Giuffrida ritratta e rinnega la fondatezza della sua famosa consulenza e spiega anche i motivi della parzialità del suo operato. E bacchetta la procura. Sottolinea infatti che la sua attività andava completata ma ciò mai avvenne perché il procedimento finì archiviato. Aggiunge che il suo lavoro era «costantemente sottoposta allo specifico e ineludibile coordinamento ed al diretto controllo dei Pm». E anzi fu proprio sotto le loro strette direttive che si arrivò alla «scelta dei documenti da consultare e acquisire agli atti». (da pubblica intervista ,27Luglio 2007)


fininvestLa vicenda inizia il 5 dicembre 1997 quando la procura di Palermo, dopo aver sentito dei pentiti di mafia secondo i quali Fininvest avrebbe utilizzato capitali sporchi, affida a Francesco Paolo Giuffrida l'incarico l'incarico di «verificare la legittimità degli apporti finanziaria intervenuti alle origini della Fininvest da parte di soggetti terzi». Giuffrida compie le sue analisi e deposita le sue considerazioni nell'aprile del 1999. Il gip Gioacchino Scaduto le legge e archivia a dicembre di quell'anno il procedimento. Mancano le prove. Passano sei mesi e la relazione finisce al processo Dell'Utri. In aula, si legge sempre nella transazione «Giuffrida sostiene che per otto delle operazioni esaminate non era riuscito ad identificare l'origine della provvista. Il che aveva generato nell'opinione pubblica la convinzione che la società potesse avere effettivamente goduto dell'apporto di capitali di provenienza mafiosa». Accuse pensanti che spingono l'azienda, dopo la definizione in primo grado del procedimento, ovvero nel 2006, a citare Giuffrida per i gravi danni patiti. In pratica la Fininvest sostiene che il perito poteva ricostruire le otto operazioni e verificare che i denari «erano pacificamente rivenienti da persone, fisiche o giuridiche, tutte immediatamente riferibili all'allora costituendo gruppo Fininvest e quindi senza alcun afflusso di denaro dall'esterno».

Giuffrida replicava sostenendo che la consulenza era incompleta perché costituiva «solo una prima ipotesi di lavoro», da integrare.


Ora questo mediocre funzionario della Banca D'Italia


Ricchi analfabeti di ritorno


Piero Ricca"Continueremo a seguire la vicenda, perché esprime una tendenza sempre più diffusa a Puffonia: il neo-maccartismo verso le persone dalla schiena non flessibile.Francesco Giuffrida non deve essere lasciato solo." ( Piero Ricca,13 Novembre 2006)




marco travaglio"Poniamo che un rapinatore venga ripreso a volto scoperto dalla telecamera di una banca mentre la svaligia. E che i giudici lo assolvano, con formula dubitativa, con questa argomentazione: ma vi pare possibile che un rapinatore sia cosi cretino da farsi riprendere dalla telecamera senza coprirsi il volto? Con un ragionamento (si fa per dire) analogo, Silvio Berlusconi è stato assolto dalla...


( Marco Travaglio,18/05/2007) tratto dalla serie " La scomparsa dei fatti"



Blogger: praticomondo Il sottoscritto che fa il verso a Francesco Totti


"Quante bananas vi siete magnate co li sordi rubbati pe sta a scrivere ste stronzate ,cazzari?"



bananaquaquaraquà scriveva per avere solidarietà



“Le numerosissime manifestazioni di solidarietà, pervenute in mio favore, mi hanno fatto comprendere che su certe vicende, come quella da me oggi vissuta, è ancora possibile coagulare un movimento di opinione che può incidere positivamente nei confronti del contesto esterno.

Come avete avuto modo di leggere nelle e-mail che Giuseppe Giolitti vi ha mandato, all’ulteriore articolo di Marco Travaglio, comparso sull’Unità il 21 ottobre, la Banca d’Italia ha nuovamente risposto effettuando talune precisazioni nonché fornendo rassicurazioni.

Ed in effetti segnali positivi da ultimo mi sono giunti da parte dei vertici della Banca d’Italia che hanno dimostrato la stima e l’apprezzamento per il lavoro da me sinora svolto sia conferendomi nuovi ulteriori incarichi sia coinvolgendomi in attività esterne.

Desidero quindi ringraziare tutti per la solidarietà fattami generosamente pervenire attraverso l’amico Giolitti che si è prodigato, con grande dedizione, per evitare che la provocazione cui sono stato oggetto cadesse nel silenzio mediatico.

Solo attraverso la mobilitazione via internet è stato possibile portare a conoscenza dell’opinione pubblica “le azioni di rivalsa” poste in essere dalla Fininvest contro la mia persona, nel silenzio, o quasi, dei mezzi di comunicazione e dei settimanali e quotidiani in particolare.

Infatti solo pochi giornalisti avevano in precedenza, o hanno successivamente, pubblicato la notizia.

In proposito appare davvero singolare il silenzio di un settimanale che a suo tempo dedicò diverse pagine per informare i lettori sui contenuti della mia consulenza tecnica oltre che l’intera copertina.

In occasione della citazione per danni il settimanale in parola infatti, ha ritenuto di pubblicare solo un piccolo box con informazioni generiche, evitando poi di riprendere la notizia, così come da ultimo comparsa in internet.

Siamo quindi ancora in presenza di una informazione pilotata e limitata? Probabilmente sì.

Ed è per questo motivo che chiedo a Giuseppe Giolitti di continuare a fornire a tutti voi le notizie sull’evolversi della subita citazione per danni”.

(Francesco Paolo Giuffrida,10 Novembre2006 )


Cari ricchi analfabeti di ritorno adesso trovatevi qualche altro stupefacente da dare in overdose ai cazzari che vi credono novelli evangelisti.Ne va delle vostre tasche e della vostra popolarità!


Prat

lunedì 16 luglio 2007

Una tazza di caffé ad un matrimonio gay

matrimonio omosex


Lo sposo è un italiano , dipendente dell’ente Regione Fiuli nella sede dell'Unione Europea a Bruxelles , l’altro sposo è belga. L’unione gay è stata celebrata ad Anversa, dove i matrimoni tra omosessuali sono riconosciuti. La foto dell'unione è vecchia di un anno.


Le "anime belle" diranno che io voglio cominciare con il solito comportamento sessista ed omofobico ( invece nonostante io abbia,con grande soddisfazione, forti convincimenti religiosi cattolici sono un laico sanguigno ,convinto che gli esseri umani vadano giudicati dai loro simili per il loro comportamento (rispettoso ed osservante o meno ) della comunità e delle Leggi che essa esprime quando è guidata da una maggioranza democratica . Sul tema dei diritti civili ,mi sento di consigliare a tutti coloro che si fanno attori in questa "lotta anti-sessista" di abbandonare atteggiamenti vittimistici o peggio cabarettistici ( molto spesso volgari)che vanno a detrimento della causa ,che essi a parole ,dicono di sostenere. Gli omosessuali dicono di costituire un largo numero di cittadini ,cittadini privati dei loro diritti e quindi diseguali:ebbene ,finiscano di appellarsi ad una presunta trasversalità omosessuale nel Parlamento .Questa presunta corrente omosessuale che attraverserebbe tutte le forze e tutti gli schieramenti rappresenta più un ostacolo che il giusto humus alle loro rivendicazioni.Per tutte le forze politiche esistono le "priorità del consenso elettorale" perciò le tematiche omosessuali ,una volta mediate ,in maniera consapevole o spontanea , da questo filtro pragmatico ( o utilitaristico,se volete) perdono d' importanza e finiscono per assomigliare a lamenti inopportuni e poco convincenti.Non propongo la costituzione di un nuovo partito antissessista ( non sarebbe poi una tragedia) ma ritengo indispensabile un 'operazione di Outing istituzionale.Esiste e risulta evidente e palese l'operato di una Lobbie omosessuale che investe risorse finanziarie e mediatiche nella promozione delle politiche gay:questa Lobbie ( non è una brutta parola) dovrebbe esplicitare queste risorse ed i suoi obiettivi ,spiegando a tutta la comunità quali sarebbero i vantaggi derivanti dal raggiungimento di quegli obiettivi ,non solo per gli omosessuali ma per il Popolo tutto.


La democrazia non ammette deroghe neanche nell'intimità del talamo . Avremo modo di ritornare sul macrocosmo e microcosmo delle istanze omosessuali e dei loro diritti civili.


Ora è il momento di esprimere una modesta valutazione sul fatto riportato dai media:


La regione Friuli mette in congedo matrimoniale un suo dipendente che ribadisco è un cittadino italiano.


Il matrimonio tra omosessuali non è previsto dall'ordinamento legislativo italiano,quindi in Italia non può essere riconosciuto e quindi alcun diritto sindacale o della disciplina del lavoro può discendere da esso e riconosciuto .Il comportamento assai censurabile è quello della Giunta Regionale Friuliana, con in testa il Governatore Illy.Queste "spinte centrifughe ed autonomistiche" non vanno nella sana direzione federativa ,altrimenti positiva ed auspicabile ,ma sono un vero petardo al confronto costruttivo tra il centro politico legiferativo ed il potere amministrativo locale.Poi ,la cosa è veramente triste ,perché illude molti cittadini che una delibera regionale o comunale possa trasformare una città o una regione nell'Eldorado della libertà e del'amore trasversale.Caro Illy ,Ella sotto la maschera del difensore civico nasconde l'effige dell'ennesima bufala e della presa per il ...naso.Faccia il caffé ,Le riesce sicuramente meglio...


Prat ,non omofobico.


Non mi parlate dell'Arci-Gay ,come fa un'associazione ,ampiamente partecipata dalla sinistra radicale,a condurre con le credenzali culturali giuste una battaglia di libertà e diritti civili per gli omosessuali ? Come fa ,se nel suo DNA culturale rimangono le tracce e gli schemi che portarono ,in tutti i paesi a dittatura comunista a discriminare, a perseguitare gli omosessuali fino a spedirli nei gulag e nei manicomi politici.Succede anche oggi a Cuba .Se ne sta accorgendo anche Grillini ...

venerdì 13 luglio 2007

I magnifici 5 assi: Pokerissimo di profilattici usati.



Questo l'uso istituzionale che viene fatto di questi assi. Evitare il "guaio" di un nuovo arrivo ,da tutti atteso ,ma non da tutti desiderato.Ecco il vero sistema contraccettivo di quella parte politica che chiamano Maggioranza ma che non è maggioritaria nemmeno verso se stessa. Questi residuati ci sono imposti dalla Costituzione che dimostra anche in questi frangenti tutta la sua obsolescenza e tutta la sua inadeguatezza verso la politica e la società dei nostri tempi.Il ruolo e le funzioni previsti dal dettato costituzionale per i cosiddetti senatori a vita sono uguali a quelle dei senatori eletti dal Popolo Sovrano.




Questo è un evidente vulnus di democrazia .Un vuoto evidente ed insanabile fino a quando non sarà attuata una profonda riforma della Costituzione.L'appello alla regola,alla norma costituzionale non è in grado di mitigare l'impatto immorale ed antipopolare che questi pezzi dell'apparato hanno sulla vita parlamentare.Non partecipano ai lavori delle commissioni dove nascono le leggi e le modifiche potenziali ma essi esprimono il loro voto in maniera unidirezionale come se la vecchiaia oppure le presunte opere meritorie dessero,a questi mummificati retaggi della Prima Repubblica accoppiati a mitici Nobel e carrozzieri di alto rango, l'onniscenza e la giusta visione della realtà e della politica.




Queste incerte e barcollanti figure segnate nel fisico e nella mente dal demone del Tempo sono ormai caricature ingombranti di quello che furono.Più è vicino il momento di fare i conti e più essi li sbagliano ,incuranti dei danni che questa agonia prolungata del governo ,da essi voluta e condivisa ,provoca al Popolo che non li ha eletti.




...Chissà ?




Se Dante avesse previsto un girone per i pagliacci egoisti che da vecchi non fanno più ridere ma fanno solo piangere forse la Cultura ci avrebbe sollevato da questo mesto e desolato vedere.Ma si sa i vecchi egoisti muoiono dalla paura di morire male ed in solitudine.




Prat

martedì 10 luglio 2007

Una saga di Bufale alla memoria e tanti faccendieri

Craxi,Bettino Craxi

Una saga di Bufale alla memoria e tanti faccendieri affaccendati.


Seguiamo con la giusta attenzione tutti gli avvenimenti che si susseguono nella mini galassia socialista.Conteremo quanti PARTITI SOCIALISTI effettivamente esistono.Vi racconteremo delle fronde al loro intento.Vedremo quanti segretari ci sono e quanti segretari ci saranno e contro quali di essi si sta tramando per trombare.Vi parleremo di quante linee politiche si possono enumerare e tutte le loro sfumature.Vi racconteremo quante finiranno per essere risucchiate da Veltroni e il suo Polpettone Diabolico (PD).Vi diremo di questa corte dei miracoli che continua ,imperterrita, ad infangare la memoria e le idee di un Uomo che non si può più difendere.Vi racconteremo di questo sottobosco fatto di gnomi e mele avvelenate che predica con le parole di Bettino Craxi mentre ne umilia le alte valenze riformiste e democratiche.


Preparati ,popolo socialista a capire, chi si accinge a vendere le tue convinzioni al miglior offerente.


Prat

Il sudario del Partito Democratico

San_Walter_Veltroni2Il Partito Democratico ,si era compreso,è partito molto male !


Infatti anche i suoi fautori si sono accorti che il nome scelto è profondamente sbagliato.


Non ha la fisionomia di un partito e di democrazia non si avverte neanche l'ombra.


La corsa alla leadership corredata di eventuali primarie è il secondo grande tarocco da perpretare ai danni del popolo della sinistra riformista.Il primo tarocco fu propinato loro nelle famose ,libere,gioiose primarie che incoronarono il Morto-della come capo di una coalizione ,senza che questo sciagurato avesse un partito alle spalle.


Ora il "pacco" presenta un carattero degno dell'autolesionismo.tutti ne parlano ma nessuno ci crede. Le virtù taumaturgiche di Santo Walter non faranno il miracolo ma intanto già fanno ridere .Come un cioccolatino cinese lui sparge la sua saggezza afro-americana-orientale-romana e sancisce


:-Sono per il referendum ma non firmo ! La Sua Sostanza immanente gli consente di materializzare figure retoriche che fanno impallidire persino quelle famose ,quanto penose "Convergenze Parallelle"di catto-comunista memoria .


Si accorgerà presto che anche lui è un uomo solo ,buono per opporsi a Berlusconi e tentare una nuova improbabile vittoria .Un uomo da mandare in Africa appena inizieranno ,vincenti o perdenti le elezioni ,i regolamenti di conti interni a quel carozzone del PD e i regolamenti di conti con la Sinistra a sinistra del Polpettone Diabolico ( una sinistra fondamentalista sempre indispensabile per la riuscita elettorale).


Ma per il momento il Santo ,il vero Simon Templar di Roma,il nostro Walter deve avere la corsia libera e così hanno sgombrato la strada della candidatura unica all leadership.Hanno smaltito quel rifiuto tossico di Bersani.Il poveretto ,con la sua aria bonaria da pasta fresca e ragù ,è stato costretto a lasciare la corsa al Principe De Roma .Non gli sono bastate le famose lenzuolate che ormai somigliano sempre di più ad un sudario .


C'è proprio da piangere per il popolo delle primarie ( sempre che esso sia mai esistito ).


Prat

sabato 30 giugno 2007

La Cultura italiana è al formaggio...Dante è a Benigni

Dante BenigniA Settembre gli studenti italiani troveranno sui banchi di scuola il dvd di Roberto Benigni che legge Dante. Il regalo arriva dal ministro all’Istruzione Fioroni, preoccupato perché alla maturità in pochissimi hanno scelto il tema sul Sommo Poeta. Non può dirsi italiano, tuona il ministro, chi non prova affetto per Dante. Studenti bacchettati, promosso il compagno Benigni. Per quanti milioni di euro cederà la sua immagine alla cultura Italiana il Guitto ?


Siamo veramente alla frutta e siccome parliamo di un guitto dal linguaggio piuttosto grasso dico meglio se alla frutta sostituisco il formaggio Taleggio.Siamo quindi arrivati al taleggio se per uscire dall'emergenza Cultura ed Istruzione il ministro della Pubblica Sapienza( ?) per somministrare dosi di Dolce Stil Novo si affida a questo pagliaccio, anche non molto divertente, di Robiola Buonigni.


Non mi dite che non c'entra la politica!Non mi dite che questo volgare saltimbanco è buonissimo all'opra !


Sol perché il Robiola è di schiatta rossa agli altri avviliti Mastri dicitori non si fa compitar una mossa..Ne contai 20 (venti) ,valenti Maestri che pria del porcelloso,blandirono con voce mielosa del Sommo Poeta.


Se tra Dante e la Cultura italiana esiste un'identità perfetta che caso c'entra ( chiedo venia!) il Robiola che passa le sue giornate a prendere "lauree ad honorem" e a giocare a carte o ai cavalli ?Con i soldi che gli regalano pùò fare quello che vuole :perdere ,vincere,non c'interessa .La notizia seria è che la nostra scuola ha perso,ha veramente abbassato le saracinesche per fallimento.


Prat

venerdì 29 giugno 2007

Facce di bronzo e conflitto di interessi

Bassolino è un grande ManagerPoverino l'abbiamo trascurato.!Non se lo merita...Ma cerchiamo qui di recuperare il tempo perduto per dissertare sulla grande lenzuolata di Torino accompagnata dai suoi effetti poco speciali targati WV.


In piena emergenza politca,sanitaria e giudiziaria per i rifiuti la Regione Campania alias il suo Governatore trovano il tempo per lasciare un'impronta pesante nella vita dei posteri campani.Pesante come i debiti infattti di debiti stiamo parlando:un grosso rosso pari a 1,2 miliardi di Euro,pari solo ad una fetta dell'enorme perdenza provocata alla Regione dal dominio rinascimentale del Barone di Afragola.Non contento dell'internazionalità della fama acquisita per la Monnezza Impazzita ora vuole lasciare un'altra traccia nell'Album Mondiale"Arroganza e Faccie di Bronzo",quasi un Guinness dei primati...Per la seconda volta affida l'emissione di un nuovo prestito obbligazionario all' UBS di Londra ,il cui consulente si chiama Bassolino II ,baronetto di Afragola con residenza nella City londinese.E' risaputo che il conflitto d'interessi per la nuova aristocrazia rosso-pompeiano non vale .Lui si riempe la cassa con 750.000.000 di Euro mentre altri 442.000.000 serviranno per estinguere un mutuo contratto nel 2005.Altri 750 milioni di euro che finiranno molto prima che lui vada via( se non viene cacciato o si dimette ma qui anche San Gennnaro è un poco sordo).Il meccanismo del rifinanziamento è un ottimo sistema per spostare sul lungo termine e perciò ,sulle future amministrazioni della Regione questa polpetta avvelenata composta di debito,incompetenza e clientelismo.


Adesso però vogliamo avvisare chi deve essere avvisato e vogliamo informare chi vuole essere informato sui risvolti puramente finanziari di tale operazione.


I collocatori del debito cioè la Merryl & Linch e la UBS non guadagnano le sole commissioni del servizio ma trovano le loro ampie ( la e finale va pronunciata molto larga, molto larga :ampieeeee) soddisfazioni nella gestione a mezzo SINKING FUNDS delle giacenze di garanzie ( cioè la quota procapitale ,via via accantonata ,per estinguere la cifra totale raccolta a mezzo bonds).


Avvisiamo chi deve essere avvisato :


I fratelli napoletani consulenti finanziari Maurizio e Giampaolo Pavesi,gli attuali oracoli di mercato del Riflusso Bassoliniano,sono gli stessi che hanno rifinanziato il debito dell'Acquedotto Pugliese.Le riserve di garanzie sono state gestite in un fondo che ha realizzato (si fa per dire ) una minusvalenza ,all'altro ieri ,pari a 20 milioni di Euro ( Consultare il Sole 24 ore)In questi frangenti di mercato può capitare che nel Sink Found vengano messe attività finanziarie ad altissima volatilitàper speculazioni rapidissime e altamente remunerative per il trader ,derivati e trash bond,remunerative per il gestore ma non per il gestito.Ai Sigg.Tesorieri dell'Acquedotto è capitato di vedere in portafoglio titoli della General Motors e della Ford che come si sa sono praticamente al fallimento.


Spero che il messaggio sia stato compreso nella sua globalità.Ma si sa zio Totonno ,è ù"traseticcio",impara subito il mestiere degli altri e si è subito proposto come la prima Regione che gestirà i Sinking Funds,tanto la materia prima( il sottostante ,finanziariamente parlando) nel suo regno abbonda ...La spazzatura è praticamente inesauribile , da li a metterla nei portafogli finanziari il passo è breve.Quanto si guadagna ? Ma zio Totonno ,se permetti ,te lo dico io!


:- Anche il 100% del capitale investito,non è male vero ?


Prat

giovedì 28 giugno 2007

È uscito il quaderno numero 2 di Polaris dedicato all'immigrazione




Cliccate l'immagine per leggere la scheda del prodotto ed eventualmente acquistarlo online.

Ne è vivamente consigliata la lettura e, possibilmente, la diffusione.

mercoledì 27 giugno 2007

HABEMUS PAPAM! IOANNES FRANCISCUS I K (WV)

FINALMENTE E' ASCESO AL SOGLIO DI PIETRO !VELTRONI_è_DIVENTATO_PAPA



Tutti i riflettori si erano puntati su Torino per la presentazione del Messia Democratico.Questo vecchio trombone del PCI non avrà nulla di nuovo da dire,se non dare l'avviso di sfratto al Mortodella.Poiché in tutto il mondo democratico è il leader della coalizione che guida anche il governo,anche in Italia si ricorrerà alla penosa ciambella di salvataggio chiamata SuperSindaco.Tutta forma e niente sostanza a quelle latitudini.Ci aspettiamo soli nuovi modi di mediare tra la sinistra radicale e gli ex democristiani.Si abbandona lo stile capriccioso,stile lavaportoni di Bologna con uno stile ecumenico-solidale-filmico del W.V.L'evento gattopardesco è sotto gli occhi di tutti gli onesti :Tutto cambia affinché nulla cambi per recuperare consenso e potere .Qualche compagno del Walter si è apprestato a definire il discorso dell'insediamento come il "Discorso per L'Italia".Ma i Signori fautori del Partito Democratico ci spiegassero a quale Italia si riferiscono ,all' Italia del Tutto da parlare o all' Italia del Tutto da fare?



http://pratico.splinder.com

"Il Codice Eurabia": il saggio di Fjordman

Pubblicato in Fatti d'Europa il 14/02/2007

Nel 2005 la scrittrice britannica di origini egiziane Bat Ye’or ha pubblicato un interessante libro intitolato Eurabia: l’Asse Euro-Arabo (Eurabia: The Euro-Arab Axis). In esso viene messa in luce un’alleanza strategica tra i leader europei e il mondo arabo-musulmano che porterebbe al conseguimento di una nuova ed artificiosa entità storica, l’Eurabia, ovvero l’Europa islamizzata. Si tratta di un processo, portato avanti con accurata discrezionalità, che non riguarda soltanto la politica estera, ma che comporta una radicale trasformazione della società europea al suo interno, implicando temi cruciali quali l’immigrazione, l’integrazione degli immigrati e l’idea (campata in aria) che l’Islam sia parte costitutiva dell’Europa.


Il saggista norvegese Fjordman ha proposto una sintesi di questo libro, con l’aggiunta di citazioni da articoli e interviste di Bat Ye’or, nella quale verifica se la tesi “Eurabia” sia corretta o almeno plausibile. Il titolo del saggio, Il Codice Eurabia (The Eurabia Code), è una chiara allusione al bestseller di Dan Brown Il Codice Da Vinci, nel quale si parla di una immaginaria congiura ordita dalla Chiesa per nascondere la verità su Gesù Cristo. Qualora a Dan Brown venisse in mente di scrivere un altro libro su occulte cospirazioni europee, farebbe bene a volgere lo sguardo verso Bruxelles, piuttosto che Roma: forse non ne ricaverebbe stessa fama e utili, ma di sicuro ne risulterebbe qualcosa di molto più interessante e aderente alla realtà.


martedì 26 giugno 2007

Il vero colore della vergogna! Indecenze rosse




Il vero colore della vergogna! Basta con queste indecenze rosse.




Leggo dal Corriere della Sega un corsivo di Ernesto Galli della Loggia:




Che cos’è un "premio antifascista"?




Un premio riservato a chi dichiara preliminarmente la propria avversione al fascismo?




O solo a opere che invitano a lottare contro un regime finito sessant’anni fa?




È quello che uno si chiede dopo aver letto sul "Corriere" di ieri che l’assessore alla Cultura del Comune di Viareggio, Maria Cristina Boncompagni, ha ammonito la giuria del premio omonimo a non dimenticare quello che, a suo dire, sarebbe la caratteristica imperitura dell’ambito riconoscimento. «Contro i fascismi di ogni epoca e nazione», ha aggiunto: ma non è che così sia tanto più chiaro. Un libro di poesie d’amore o un saggio sulla battaglia di Austerlitz, per esempio, obbedisce al criterio desiderato? In realtà sappiamo tutti benissimo cosa voleva dire: il premio Viareggio può andare solo ad autori che siano notoriamente «di sinistra». L’assessore di Viareggio, insomma, non ha paura delle cose indecenti: è solo che preferisce chiamarle con un altro nome.




Ora qui non ci limitiamo a dire che tali normalissimi e frequentissimi episodi di arroganza sono vere indecenze ma diremo piutttosto che questi osceni rigurgiti di strapotere culturale e mediatico dei sinistri deve cessare .Partecipassero solo loro ai vari premi letterari ,ai vari concorsi a cattedra ,alla stesura dei testi scolastici.Questi malati mentali sono fermi ancora alla memoria di Gramsci e alle sue casematte del potere,roba di 80 anni fa.Alla faccia del rinnovamento! Poi mettono avanti il cretino dal volto umano ,dall'indole buonista che ,secondo i loro pii desideri ,dovrebbe guidarli verso un roseo futuro.




Altro che rimescolamenti ,altro che timori ,siamo pronti ad urlare all'unisono:-Vieni avanti ,Cretino !




Il roseo colore del loro futuro ,lo sanno anche i bambini che iniziano a pitturare ,si ottiene da un pastone rosso con uno solo schizzo di bianco sporco e con quello schizzo che finiranno di affogare,dimenticati,nella storia di questo paese stufo del loro potere e della loro arroganza.




Carissimi comunisti piùttosto che utopici siete proprio indecenti e demodé.




Giù le mani dalla Cultura!




Prat,vero antifascista

lunedì 25 giugno 2007

Alcune considerazioni sulla successione nel contratto di locazione per i conviventi more uxorio

La proposta di legge sui DICO stabilisce che in caso di morte di uno dei conviventi che sia conduttore nel contratto di locazione, l'altro convivente può succedergli nel rapporto.
Il disposto è superfluo poiché già previsto con legge 392 del 1978, art. 6:

"In caso di morte del conduttore, gli succedono nel contratto il coniuge, gli eredi ed i parenti ed affini con lui abitualmente conviventi. In caso di separazione giudiziale, di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso, nel contratto di locazione succede al conduttore l’altro coniuge, se il diritto di abitare nella casa familiare sia stato attribuito dal giudice a quest’ultimo. In caso di separazione consensuale o di nullità matrimoniale al conduttore succede l’altro coniuge se tra i due si sia così convenuto(1).

(1) La Corte Cost., con sentenza 7 aprile 1988, n. 404, ha dichiarato: l’illegittimità cost. del presente comma, nella parte in cui non prevede tra i successibili nella titolarità del contratto di locazione, in caso di morte del conduttore, il convivente more uxorio; l’illegittimità cost. del terzo comma, nella parte in cui non prevede che il coniuge separato di fatto succeda al conduttore, se tra i due si sia così convenuto; l’illegittimità dell’art. 6, nella parte in cui non prevede la successione nel contratto di locazione al conduttore che abbia cessato la convivenza, a favore del già convivente quando vi sia prole naturale."

Ciò, come molti altri aspetti che tratteremo in post successivi, dimostrano la natura ideologico-strumentale della cosiddetta legge sulle coppie di fatto.


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domenica 24 giugno 2007

Nuovo capo della Polizia

POLIZIA: IN ARRIVO ANTONIO MANGANELLI ROMA

- Fonti di Palazzo Chigi confermano che è "a buon punto" il lavoro per arrivare alla nomina di Antonio Manganelli a capo della Polizia al posto di Gianni De Gennaro. Le stesse fonti sottolineano che le "ultime verifiche" saranno fatte domani mattina per decidere se portare la nomina al Consiglio dei ministri convocato già per domani alle 17.30. Un giro di consultazione con le forze dell'opposizione per arrivare ad una scelta condivisa è stato condotto in questi giorni dal ministro dell'Interno Giuliano Amato.

CHI E' ANTONIO MANGANELLI
Antonio Manganelli, che dovrebbe succedere a Gianni De Gennaro, è l'attuale vicecapo vicario della polizia. Faccia da bravo ragazzo, ancora oggi che sta per compiere i 57 anni, una moglie bionda e poliziotta, una figlia liceale, ha fatto coppia con De Gennaro per tutti gli anni '80, numero uno e numero due del nucleo anticrimine e poi del servizio centrale operativo, indagando su mafia e sequestri di persona, droga e criminalita' economica, lavorando al fianco di magistrati come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e collaborando con le polizie di mezzo mondo, dall'Fbi alla Bka tedesca. Nel '91, quando De Gennaro ha tenuto a battesimo la neonata Direzione investigativa antimafia, Antonio Manganelli e' diventato il direttore dello Sco, sette anni dopo era questore a Palermo, dal '99 al 2000 questore a Napoli. Poi di nuovo al fianco di De Gennaro al Viminale, come lui sempre al lavoro, capodanno e ferragosto compresi. Era in vacanza, per una volta, proprio nei giorni maledetti del G8 di Genova 2001. Una coincidenza che forse ha reso piu' facile il placet anche da parte della sinistra radicale. Lasciando soli i prefetti dicarriera a chiedere che alla guida della polizia vada uno diloro non un 'poliziotto'. Tra le doti di Manganelli anche quella di saper tenere i rapporti, di mediare, nella società civile, quando è stato questore di Palermo e Napoli, all'interno dell'amministrazione, quando ha diretto il servizio centrale operativo e poi quello di protezione, con il 'palazzo', da quando, sette anni fa è al Viminale, di nuovo nella stanza accanto a quella di De Gennaro.

VIA LIBERA DEL CENTRODESTRA
Il centrodestra ha dato via libera alla nomina di Antonio Manganelli a capo della polizia al posto di Gianni De Gennaro. I partiti dell'opposizione sono stati contattati negli ultimi giorni dal ministro dell'Interno Giuliano Amato, che ha condotto il giro di colloquio con i leader del centrodestra per giungere ad un consenso bipartisan sulla scelta di Manganelli, che dovrebbe essere portata al Consiglio dei ministri convocato per domani pomeriggio. "Abbiamo espresso un giudizio positivo", dice Claudio Scajola, presidente del Copaco ed esponente di Forza Italia. Anche la Lega ha dato il suo ok. Roberto Maroni spiega di essersi sentito venerdì con Marco Minniti, viceministro dell'Interno. La soluzione che mi è stata presentata, osserva l'esponente del Carroccio, "é quella migliore". Da An è trapelato che anche Gianfranco Fini è stato "contattato", sempre nella giornata di venerdì, per dare il suo parere sulla nomina. Anche l'Udc, si apprende da fonti del partito di Casini e Cesa, è stato consultato ai massimi livelli, dando il proprio via libera alla scelta di Manganelli come successore di De Gennaro. Proprio l'Udc che, con Casini, aveva sollevato mercoledì alla Camera, durante il question time del presidente del Consiglio, la questione della sostituzione di De Gennaro.
fonte Ansa

Certo che la fantasia dei nostri politici, non ha limiti, ma si può mettere uno che si chiama così, hahahaha per ora rido poi vedremo.

Ferrero per mobilitazione immigrati

'Riforma Bossi- Fini e' necessita' per regolare immigrazione' (ANSA) - GENOVA, 23 GIU -






Secondo il ministro alla Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, "ci vuole in autunno una grande mobilitazione degli immigrati". "Bisogna far capire alla gente - spiega Ferrero - che in Italia ci sono 3 milioni di stranieri, di cui 2 milioni lavorano: una percentuale superiore a quella degli italiani (58%)". Mentre "la riforma della Bossi-Fini - aggiunge - non e' l'impuntatura di un ministro comunista, ma una necessita' per regolare il fenomeno dell'immigrazione".
Il messaggio che passa dalle parole di questo baggiano, è come al solito che gli Italiani non hanno voglia di lavorare, la solita fandonia che ha permesso da anni anche sotto altri governi, di far invadere il nostro paese